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Ogni 27 gennaio, il mondo si unisce per commemorare la Giornata della Memoria, un momento solenne per ricordare le vittime dell'Olocausto e riflettere sull'importanza di preservare la storia per evitare che simili orrori si ripetano. Quest'anno, il nostro sguardo si posa su un testimone straordinario, Sami Modiano, sopravvissuto ad Auschwitz, che ha dedicato la sua vita a raccontare la sua drammatica esperienza.

Tornato per la prima volta a Auschwitz nel 2005, sessant'anni dopo la sua liberazione, Modiano ha inaugurato una missione personale: condividere la sua testimonianza per educare le generazioni future e assicurarsi che il mondo non dimentichi mai l'orrore dell'Olocausto.

Nella sua recente apparizione all'Università La Sapienza di Roma, Modiano, ora novantatreenne, ha affrontato una vasta platea di studenti in presenza e via streaming. Con emozione palpabile, ha raccontato gli eventi drammatici che hanno segnato il suo quattordicesimo compleanno, quando lui e la sua famiglia furono deportati da Rodi ad Auschwitz nel luglio del 1944.

Modiano, un bambino felice fino alla sua espulsione dalla scuola nel 1938, ha sottolineato la perdita della sua famiglia e l'impossibilità di continuare gli studi. Ha descritto il viaggio disumano su "carrette" piene di escrementi animali e il terribile trasporto in un "treno della morte" verso Auschwitz, con vagone affollati e temperature estive implacabili.

La sua narrazione si è soffermata sulla spietata selezione all'arrivo ad Auschwitz, quando l'80% fu destinato alle camere a gas e ai forni, mentre il restante 20% venne assegnato al lavoro forzato. Una storia di divisione e tragedia che si svolgeva quotidianamente nei campi di concentramento.

Modiano ha condiviso anche il suo incontro con un altro sopravvissuto italiano dell'Olocausto, Piero Terracina, creando un'amicizia fraterna nata in un luogo di morte. Dopo la liberazione, la domanda che tormentava Modiano - "perché io?" - divenne il motore della sua missione. Ha giurato di andare avanti finché Dio lo accompagnerà, affinché le atroci esperienze dell'Olocausto non si ripetano mai più.

Le sue parole sono un monito contro l'oblio e una chiamata all'azione per garantire che la memoria dell'Olocausto sia tramandata alle generazioni future. In questo giorno della memoria, onoriamo le vittime, impariamo dalle testimonianze di coloro che hanno sofferto e ci impegniamo a costruire un mondo in cui l'odio e la discriminazione siano sconfitti dalla compassione e dalla conoscenza.

Articolo di:

Alessandro Deleuse

Daniel Stroe

Redazione Yuoungreporter.it

“C’è ancora domani”

Il film che ci mostra come un voto possa essere una rinascita

 Il film "C'è ancora domani", diretto e interpretato da Paola Cortellesi, narra la storia di Delia, una donna intrappolata in un matrimonio abusivo nella Roma del dopoguerra. Ambientato in un periodo cruciale per l'Italia, ovvero l'ottenimento del diritto di voto per le donne nel 1946, il film intreccia questa pietra miliare storica con la personale trasformazione di Delia. All'inizio, Delia sembra voler aderire alle aspettative sociali tradizionali, pianificando di usare i suoi risparmi per acquistare un vestito da sposa per la figlia. Tuttavia, con il progredire della storia, acquisisce una nuova consapevolezza sull'importanza dell'indipendenza e dell'istruzione, riconoscendo in questi valori doni più significativi per il futuro della figlia, a cui alla fine decide di destinare i suoi soldi per permetterle di proseguire gli studi, opportunità che il padre le aveva negato.

Il culmine della sua evoluzione avviene quando Delia esercita il proprio diritto di voto, un atto simbolico che segna la sua emancipazione personale e un passo verso il cambiamento sociale. Questa decisione sorprende lo spettatore, che era stato portato a credere che Delia stesse pianificando una fuga con un altro uomo, e sottolinea il voto come simbolo di autonomia e di emancipazione femminile, fondamentale per plasmare non solo il proprio futuro ma anche quello delle donne di domani. Questo aspetto del film risuona particolarmente in un periodo in cui le questioni di genere e l'uguaglianza sono al centro del dibattito pubblico, specialmente in un contesto turbato dai recenti casi di femminicidio avvenuti nel nostro paese. Dal punto di vista stilistico, "C'è ancora domani" si distingue per la sua estetica e il richiamo al neorealismo italiano, elementi che contribuiscono a creare un'atmosfera coinvolgente e intensa. La regia di Cortellesi è particolarmente apprezzata per la sua capacità di presentare la realtà in modo crudo, ma con un sottile velo di ironia, rendendo temi impegnativi più accessibili anche per un pubblico sensibile.

In conclusione, "C'è ancora domani" non è soltanto la narrazione della lotta di una donna; rappresenta anche un forte invito per le giovani ragazze di oggi a lottare per il rispetto che meritano, incoraggiandole a cercare la propria indipendenza senza sentirsi obbligate a soddisfare le aspettative sociali opprimenti. Il film si pone anche come un messaggio di speranza per tutte le donne che, come Delia, vivono relazioni abusive, ricordando loro che non è mai troppo tardi per cercare la propria indipendenza e libertà.

 
Gli alunni dell’ Istituto Santa Maria in visita alle gallerie bunker del Monte Soratte
“Percorso della memoria”.
Il 4 ottobre le classi quarto e quinto Liceo Linguistico dell’ISM sono andate in visita
al monte Soratte dove, alla fine degli anni ‘30 vennero realizzate, per volere di
Benito Mussolini, numerose gallerie all’interno della montagna, che sarebbero
dovute servire da rifugio antiaereo per le il regime fascista e per il regio Esercito
Italiano. Inizialmente dovevano sembrare fabbriche per armi della Breda che
vennero denominate le “Officine del Duce”
.
I lavori furono svolti sotto la direzione
del Genio Militare di Roma e, ancora oggi, i bunker costituiscono una delle più
grandi ed imponenti opere di ingegneria militare presenti in Europa. Durante la
seconda guerra mondiale, precisamente nel settembre del 1943, il “Comando
Supremo del Sud”, guidato dal Feldmaresciallo Albert Kesselring, si stabilì sul
Soratte. Per dieci mesi, le gallerie si prestarono come rifugio segreto per le truppe
naziste e nel 1944 resistettero al pesante bombardamento degli alleati, partiti
appositamente da Foggia per distruggere il quartier generale tedesco. Sembrerebbe
che, prima di abbandonare l’area, il Feldmaresciallo dette ordine di minare ed
incendiare tutto il complesso ipogeo e di interrare delle casse contenenti parte
dell’oro sottratto alla Banca d’Italia che, infatti, non vennero mai ritrovate. L’area è
stata riacquisita dal Comune di Sant’Oreste nel primo decennio degli anni ‘2000 ed
fa parte di un progetto di recupero delle ex-caserme che sono visitabili grazie all'
Associazione Culturale Santorestese “Bunker Soratte”.
A cura della redazione di Youngreporter.it
 
Valentina Aureli

Una casa di riposo da “incubo”, un cantiere edile pericoloso e un pusher. È il risultato del servizio straordinario di controllo del territorio nei comuni di Monterotondo, Mentana e Fonte Nuova, effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, guidati dal comandante, Ten. Col. Gianfranco Albanese. Unitamente ai colleghi Carabinieri Ispettori del Lavoro del Gruppo CC Tutela Lavoro di Roma, i militi della stazione di Monterotondo hanno ispezionato un cantiere edile per la costruzione di una villetta monofamiliare in cui hanno riscontrato diverse violazioni alla normativa, con situazioni di rischio infortuni così gravi da imporre la sospensione dell’attività di cantiere in attesa degli adeguamenti necessari allo volgimento delle attività in sicurezza, soprattutto per i lavori in altezza ed il rischio di caduta dall’alto. Gli Ispettori del Lavoro dell’Arma hanno elevato al titolare della ditta sanzioni per circa 30mila euro.

La Stazione di Mentana ha invece individuato ed ispezionato con il supporto del reparto specializzato dell’Arma per la Sanità, il NAS di Roma, una casa per anziani a Fonte Nuova, dove gli Ispettori Sanitari dell’Arma hanno riscontrato numerose violazioni alla normativa di settore: oltre alla assoluta assenza della certificazione HCCP e di un menù ad hoc per gli anziani ospiti, sono state infatti riscontrate carenze igienico sanitarie, strutturali ed organizzative. Dalla diffusa carenza di igiene con le lenzuola ed asciugamani senza cambio periodico, alla cattiva conservazione dei cibi tenuti accanto addirittura al cibo per cani e gatti, fino alle crepe ed infiltrazioni su pareti e soffitte, oltre ad una irregolare organizzazione degli spazi comuni per i 7 anziani ospiti della struttura. Tutte le violazioni riscontrate sono state comunicate alla ASL RM5 ed al Comune di Fonte Nuova per i provvedimenti di competenza.

Dai controlli effettuati dalle numerose pattuglie dislocate su altrettanti Posti di Controllo, con perquisizioni personali nei casi di atteggiamento sospetto delle persone fermate, sono stati individuati uno spacciatore di hashish, un giovanissimo cittadino di Monterotondo, trovato in possesso di 40 grammi di sostanza pronta per la cessione e sette assuntori di stupefacenti provenienti anche dai comuni limitrofi, i quali, con alcune dosi di resina di cannabis, saranno segnalati alla Prefettura di Roma per essere avviati ai SERD. Nel complesso sono stati controllati 144 veicoli, identificate 165 persone ed elevate contravvenzioni per violazioni al codice della strada per oltre mille Euro, compreso il sequestro di una autovettura.

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  • Ma quando vide la luna uscire da una nuvola gli sembrò più dolce anche la morte (Lucio Dalla - Caruso - 1986)