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Domenica 21  gennaio si sono celebrati  i festeggiamenti per Sant’Antonio a Monterotondo. Durante la mattinata una moltitudine di cavalli   addobbati con fiori e vestiti, hanno sfilato lungo le vie del centro cittadino, salutati e acclamati con grande entusiasmo da  migliaia di persone  scese in strada fino dalle prime ore del mattino. La Cavalcata , partita dal Duomo con in testa la statuina del Santo, è stata aperta, come ormai  da diversi anni,  dall’amatissima Fanfara dei Carabinieri a cavallo che, come sempre, ha dato spettacolo, suonando e rendendo la giornata ancora più bella. Dietro la Fanfara, hanno sfilato  i “cavallari” che,  in sella ad esemplari  di notevole bellezza , hanno sfoggiato  giacche e  mantelle  di classe con pantaloni e  stivali da equitazione. È stata, insomma, una cavalcata sentita e partecipata come non mai, con tanti giovanissimi  che hanno partecipato al corteo, pronti a rinnovare la tradizione dei propri genitori e nonni nel  tempo. Il culmine dell’emozione, però, è arrivato  la sera,  con  la Torciata quando i   devoti hanno  girato  il cappellino del  carrettiere dal color nero, al rosso. Dopo la Messa Vespertina, l’effige del Santo è uscita dalla Chiesa accolta dai tradizionali fuochi d’artificio e, al termine della tradizionale e quanto mai seguita Torciata, è tornata nella cappella allestita nei locali dietro il Duomo, invece di raggiungere la casa del nuovo Signore Pierluigi Moretti,  scomparso prematuramente e improvvisamente a pochi mesi dal coronamento del suo sogno di ospitare  in casa S. Antonio. Proprio per questo ed eccezionalmente per quest’anno, la Pia Unione ha disposto che  la statuetta  del Santo verrà esposta , a turno, nelle parrocchie cittadine,  dove i devoti potranno riunirsi in preghiera per tutto il 2024.       

A cura della redazione di Youngreporter.it 

Foto di Maximiliano Fagioli che ringraziamo per la gentile collaborazione. 

Ogni 27 gennaio, il mondo si unisce per commemorare la Giornata della Memoria, un momento solenne per ricordare le vittime dell'Olocausto e riflettere sull'importanza di preservare la storia per evitare che simili orrori si ripetano. Quest'anno, il nostro sguardo si posa su un testimone straordinario, Sami Modiano, sopravvissuto ad Auschwitz, che ha dedicato la sua vita a raccontare la sua drammatica esperienza.

Tornato per la prima volta a Auschwitz nel 2005, sessant'anni dopo la sua liberazione, Modiano ha inaugurato una missione personale: condividere la sua testimonianza per educare le generazioni future e assicurarsi che il mondo non dimentichi mai l'orrore dell'Olocausto.

Nella sua recente apparizione all'Università La Sapienza di Roma, Modiano, ora novantatreenne, ha affrontato una vasta platea di studenti in presenza e via streaming. Con emozione palpabile, ha raccontato gli eventi drammatici che hanno segnato il suo quattordicesimo compleanno, quando lui e la sua famiglia furono deportati da Rodi ad Auschwitz nel luglio del 1944.

Modiano, un bambino felice fino alla sua espulsione dalla scuola nel 1938, ha sottolineato la perdita della sua famiglia e l'impossibilità di continuare gli studi. Ha descritto il viaggio disumano su "carrette" piene di escrementi animali e il terribile trasporto in un "treno della morte" verso Auschwitz, con vagone affollati e temperature estive implacabili.

La sua narrazione si è soffermata sulla spietata selezione all'arrivo ad Auschwitz, quando l'80% fu destinato alle camere a gas e ai forni, mentre il restante 20% venne assegnato al lavoro forzato. Una storia di divisione e tragedia che si svolgeva quotidianamente nei campi di concentramento.

Modiano ha condiviso anche il suo incontro con un altro sopravvissuto italiano dell'Olocausto, Piero Terracina, creando un'amicizia fraterna nata in un luogo di morte. Dopo la liberazione, la domanda che tormentava Modiano - "perché io?" - divenne il motore della sua missione. Ha giurato di andare avanti finché Dio lo accompagnerà, affinché le atroci esperienze dell'Olocausto non si ripetano mai più.

Le sue parole sono un monito contro l'oblio e una chiamata all'azione per garantire che la memoria dell'Olocausto sia tramandata alle generazioni future. In questo giorno della memoria, onoriamo le vittime, impariamo dalle testimonianze di coloro che hanno sofferto e ci impegniamo a costruire un mondo in cui l'odio e la discriminazione siano sconfitti dalla compassione e dalla conoscenza.

Articolo di:

Alessandro Deleuse

Daniel Stroe

Redazione Yuoungreporter.it

Informazioni aggiuntive

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  • Time 14:00 - 16:00
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  • Time 18:00 - 20:00
  • Time 20:00 - 22:00
  • Time 22:00 - 00:00

È la festa più sentita, la più attesa, l’unica rimasta a Monterotondo. I devoti
del
Santo, insieme a tutta la cittadinanza, contano con trepidazione i giorni che
mancano
ai festeggiamenti, alla cavalcata e alla Torciata, la processione serale. Il
“Signore della
Festa” che dovrà ricevere per un anno la Statuetta benedetta prepara con
grande
cura e devozione la casa e organizza nei minimi dettagli tutto il cerimoniale
della
Festa, mentre il Signore uscente, si accinge a separarsi da S. Antonio
custodito in casa per un anno. Quest’anno però, per la seconda volta nella
storia
della Festa, è venuto a mancare improvvisamente il fratello che avrebbe
dovuto
ospitare S. Antonio per il 2024 e la Pia Unione ha diffuso alla cittadinanza un
comunicato che illustra le modalità eccezionali in cui si svolgerà la festa
2024:

“Dopo la prematura e triste scomparsa di Pierluigi Moretti che sarebbe stato il
"Signore
della Festa" per il 2024 la Festa, pur sempre nella tradizione, ma anche nel
rispetto
umano e morale per quanto accaduto, è stata rimodulata.
Pertanto, al fine di dare continuità a questa tradizione cittadina, sarà la stessa
Pia Unione
ad organizzare e a farsi carico degli impegni del "Signore della Festa".

Per la "Torciata" sarà necessario iscriversi da parte di ciascuna persona
maggiorenne,
con un contributo di 8 euro(si riceverà una torcia, una bandana con il simbolo
della Pia
Unione e il vademecum comportamentale).
Anche per la "Cavalcata" sarà necessario iscriversi con un contributo di 8 euro è
gradita
la partecipazione di coloro che sono in possesso del patentino. Sarà richiesto
che ogni
quadrupede sia "infiocchettato" come da tradizione o quanto meno abbia il
simbolo di
"infiocchettamento" ( i tradizionali fiori di carta) che potranno essere ritirati al
momento
dell'iscrizione con un contributo di 2 euro. Le iscrizione per la "Cavalcata" e per
la
"Torciata" saranno possibili fino al 15 di gennaio, nei giorni di lunedì, mercoledì,
venerdì
e sabato dalle ore 17:00 alle ore 20:00 presso la sede della Pia Unione in P.zza
Frammartino, 4 (Piano terra Palazzo Comunale).”

Navetta Rossi Bus gratuita
Per la giornata di domenica 21 gennaio sarà disponibile una linea del trasporto
pubblico locale gratuita che consentirà il collegamento tra la Stazione FS e
Monterotondo Centro. La linea coprirà il tragitto dalla stazione Ferroviaria di via

Martiri di via Fani fino al quartiere San Rocco, con fermata nelle vicinanze di Porta
Garibaldi, all’intersezione tra via Antonio Gramsci e via Vincenzo Federici, con servizio
di andata e ritorno.
 
Orari e partenze:
Stazione FS——>San Rocco 10-00 - 10,30 - 11,00
San Rocco ——->Stazione FS 13,00 - 13,30

“C’è ancora domani”

Il film che ci mostra come un voto possa essere una rinascita

 Il film "C'è ancora domani", diretto e interpretato da Paola Cortellesi, narra la storia di Delia, una donna intrappolata in un matrimonio abusivo nella Roma del dopoguerra. Ambientato in un periodo cruciale per l'Italia, ovvero l'ottenimento del diritto di voto per le donne nel 1946, il film intreccia questa pietra miliare storica con la personale trasformazione di Delia. All'inizio, Delia sembra voler aderire alle aspettative sociali tradizionali, pianificando di usare i suoi risparmi per acquistare un vestito da sposa per la figlia. Tuttavia, con il progredire della storia, acquisisce una nuova consapevolezza sull'importanza dell'indipendenza e dell'istruzione, riconoscendo in questi valori doni più significativi per il futuro della figlia, a cui alla fine decide di destinare i suoi soldi per permetterle di proseguire gli studi, opportunità che il padre le aveva negato.

Il culmine della sua evoluzione avviene quando Delia esercita il proprio diritto di voto, un atto simbolico che segna la sua emancipazione personale e un passo verso il cambiamento sociale. Questa decisione sorprende lo spettatore, che era stato portato a credere che Delia stesse pianificando una fuga con un altro uomo, e sottolinea il voto come simbolo di autonomia e di emancipazione femminile, fondamentale per plasmare non solo il proprio futuro ma anche quello delle donne di domani. Questo aspetto del film risuona particolarmente in un periodo in cui le questioni di genere e l'uguaglianza sono al centro del dibattito pubblico, specialmente in un contesto turbato dai recenti casi di femminicidio avvenuti nel nostro paese. Dal punto di vista stilistico, "C'è ancora domani" si distingue per la sua estetica e il richiamo al neorealismo italiano, elementi che contribuiscono a creare un'atmosfera coinvolgente e intensa. La regia di Cortellesi è particolarmente apprezzata per la sua capacità di presentare la realtà in modo crudo, ma con un sottile velo di ironia, rendendo temi impegnativi più accessibili anche per un pubblico sensibile.

In conclusione, "C'è ancora domani" non è soltanto la narrazione della lotta di una donna; rappresenta anche un forte invito per le giovani ragazze di oggi a lottare per il rispetto che meritano, incoraggiandole a cercare la propria indipendenza senza sentirsi obbligate a soddisfare le aspettative sociali opprimenti. Il film si pone anche come un messaggio di speranza per tutte le donne che, come Delia, vivono relazioni abusive, ricordando loro che non è mai troppo tardi per cercare la propria indipendenza e libertà.

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